Una regata un doppio dopo venti anni, una vittoria in doppio dopo venti anni.
Rifletto su questo da giorni, e mi rendo conto che sono felice.
In primis di aver accettato l'invito di Roberto a farla e successivamente di aver respirato nuovamente quel clima di mare, di navigazione vera di collaborazione che accomuna tutti i marinai: spero di batterti ma se sei in difficolta' io sono qui.
Certo, venti anni fa, non era cosi' " semplice", GPS, plotter, timoni automatici fantastici, vele altamente tecnologiche hanno sicuramente facilitato questo tipo di regate, ma i conti con il mare e il vento, sia esso poco che troppo, sono rimasti gli stessi.
Credo che l'approccio a questa regata per me sia rimasto lo stesso di venti anni fa, quello trasmessomi da Pasquale, che poi lo ha esaltato durante la sua vita di uomo di mare: si puo' fare, si puo' vincere.
Allora era contro lo strapotere degli equipaggi dell'Adriatico, era il loro mare, ne conoscevano tutti i segreti, tutti i refoli della costa Jugoslava (allora c'era ancora Tito) e italiana, avevano delle barche avveniristiche per noi "fiumaroli romani", cosi' ci defini', nel 1986, un giornale del nord-est, vale a dire marinai d'acqua dolce, quando comunque con il Gilma, un ULDB 50, non ancora Express, arrivammo secondi dietro al grande Francesco Battiston, con il suo Uragan.
Noi dovevamo circumnavigare l'Italia per partecipare e con gli impegni di lavoro e il meteo non sempre favorevole, arrivavamo sempre a ridosso della regata, stanchi e con mille cose ancora da fare; loro li' a Caorle da giorni a limare, a mettere a punto le barche e poi a casa, a riposare in un letto comodo, una doccia …. e una grappa.
Noi eravamo l'unico equipaggio del Tirreno, che allora e fino alla Roma X 2, non offriva regate lunghe e in equipaggio di solo due persone.
Poi arrivo' il 1987: Gilma era stato alleggerito in cantiere da tutto cio' che ritenevamo superfluo, compresa la ruota del timone con tanto di colonnina e chiesuola, allungato fino a
Noi eravamo pronti a tornare in Adriatico e lo facemmo da soli, in due per allenarci: 1000 miglia in poco piu' di quattro giorni.
Partenza giugno 2007. Epilogo: i "fiumaroli romani" vincono alla grande, battendo gli austriaci di Condor 50, Uragan di Battiston e stabilendo il record di tutti i tempi della 500 X 2 adriatica, detenuto per altro dal trimarano Gold Italia e che duro' fino al 1997 e divennero, cito testualmente lo stesso giornale, "….un equipaggio fisicamente eccezionale e psichicamente incrollabile."
Vincemmo anche nel 1988, ma ormai eravamo di casa: 2 Rimini – Corfu' – Rimini, in equipaggio, con risultati non esaltanti ma onorevoli, 2 Adria's Cup, anche qui con vittoria e un record.
Conquistammo l'Adriatico e le simpatie, non di tutti, ma di molti dei velisti di la'.
Stavolta, Moby Giraglia X 2, dovevo lottare oltre che con i miei avversari, nel mare di casa, contro una cosa che mi preoccupava alquanto: l'eta' e il fisico non troppo curato negli ultimi tempi.
La barca, il mio compagno Roberto, gli strumenti, la tecnologia mi avrebbe aiutato, ma contro il sonno, la fatica e il….. mal di schiena?
L'entusiasmo di Roberto, la sua voglia di confermare l'ottimo risultato alla Roma x 2 , le sue lusinghe, " solo con te possiamo farcela", ma soprattutto i suoi occhi, mi hanno fatto ricordare "qualcuno" di venti anni fa.
Ed eccoci qua, primi a Traiano dopo
Grazie Roberto, grazie Yes, ma grazie al mare che ancora, per me, fa miracoli.
Sergio Papagni

